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Storia

La Val Campelle è stata teatro di guerra durante il Primo Conflitto Mondiale: le tracce storiche di queste battaglie sono ancora ben visibili su tutto il massiccio Rava - Cima d'Asta ripercorrendo le antiche mulattiere che portano in quota.
Su questi sentieri e mulattiere si snodano oggi i numerosi percorsi gestiti dalla S.A.T e dal Comune di Scurelle.
Le operazioni militari nella zona di Cima d'Asta, Forcella Magna, Buse Todesche prendono avvio subito dopo il 24 maggio 1915, data della Dichiarazione di guerra dell'Italia all'Austria. Il crinale del Lagorai rappresentava strategicamente una linea di confine, date le caratteristiche orografiche della vallata che offriva la possibilità di una difesa efficace e durevole anche con poche forze a disposizione. Agli inizi del  Settembre 1915 tutto il massiccio di Rava Cima d'Asta era presidiato dagli italiani che schieravano le loro postazioni avanzate fino alla Cima Socede.
Nell'ottobre dello stesso anno tre plotoni della 264° Compagnia del Val Cismon occupavano stabilmente Col di San Giovanni consentendo il tal modo il controllo completo sul Passo Cinque Croci e tutta la zona tra Cima Socede e Forcella Magna. Una postazione molto difficile da mantenere viste le difficoltà di rifornimento e di collegamento. Durante l'inverno 2015-2016, a causa delle abbondanti precipitazioni nevose, vennero ridotti i presidi, per riposizionari solo ad aprile 2016 sulla postazioni strategica del Col di san Giovanni, abbandonato nel novembre precedente.
Nel maggio del 1916, in quella che fu definita la Strafexpedition (spedizione punitiva), gli austriaci, usciti da Forcella Valsorda, occuparono le postazioni italiane che vennero riconquistate solo durante l'estate, ad un prezzo molto alto in termini di vite umane. Fra l'estate del 1916 e l'autunno del 1917 furono effettuati nella zona tra Forcella Magna e Forcella Buse Todesche grandi lavori fortificatori e stradali molti dei quali ancora oggi perfettamente conservati. L'inverno tra il 1916 e il 1917 portò sofferenze e lutti anche sui monti del massiccio di Rava Cima d'Asta con precipitazioni che a Forcella Magna superarono complessivamente i 14 metri di neve.
Per mesi ogni spostamento e rifornimento fu oltremodo difficoltoso nonostante l'ottima viabilità sviluppata.
Nell'ottobre 1917, il fronte orientale è costretto ad arretrare di fronte all'offensiva austro-tedesca che diventa una seria minaccia per il settore militare italiano della Valsugana-Vanoi e Cismon. Il ripiegamento conseguentemente deciso dal Comando Supremo prevedeva il rischiaramento dell'esercito dall'Adriatico al Canal di Brenta passando per il corso del fiume Piave e per il massiccio del Grappa.
Tra le truppe destinate a presidiare quest'ultimo nodo montano vi erano i reparti che fino ad ottobre occupavano le Cime di Rava Cima d'Asta e che solo ai primi di novembre erano stati informati della imminente ritirata.
Fu possibile asportare buona parte del materiale e salvare quasi tutte le artiglierie, ma l'incauto incendio delle teleferiche richiamò l'attenzione degli austriaci, costringendo la retroguardia del battaglione Val Brenta a brevi combattimenti per trattenere le pattuglie avversarie davanti a Forcella Magna.

Fonte: Cima d'Asta, Gruppo di Rava e Tolvà - Sezione C.A.I. - S.A.T. del Tesino

Bivacco Cima di Prima Lunetta
Bivacco Cima di Prima Lunetta
(foto di Daniele Ferraro)
Museo all'aperto Cima Primalunetta
Museo all'aperto Cima Primalunetta
(foto di Daniele Ferraro)
Bivacco dei Lasteati
Bivacco dei Lasteati
(foto di Daniele Ferraro)
Cimitero di Guerra presso Malga Conseria
Cimitero di Guerra presso Malga Conseria
(foto di Daniele Ferraro)
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