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Flora e Fauna

Nei boschi con pendenze non elevate e contenuto innevamento si può osservare il cervo, l'ungulato alpino di maggiori dimensioni. I maschi presentano un vistoso palco che perdono ogni anno tra fine febbraio e maggio. In autunno è frequente sentire nel bosco il bramito: la potente vocalizzazione dei maschi adulti correlata alla stagione degli amori. Il capriolo, altro cervide diffuso in montagna, si può trovare in ambienti molto differenti, preferisce boschi con radure e sottobosco o zone con fitta Vegetazione arbustiva. In inverno il mantello è grigio-bruno, mentre in estate è bruno con tonalità dal rossiccio al giallastro.
I maschi, come nel cervo, presentano dei palchi ramificati che vengono persi ogni anno, generalmente in novembre. Salendo di quota la foresta di conifere si dirada e lascia progressivamente spazio alle ampie praterie, detriti rocciosi e conche nivali. Al limite superiore del bosco si trovano per lo più ampie distese di rododendro (Rhododendron ferrugineum) e mirtilli, ma anche arbusteti di pino mugo e ginepro nano. La vegetazione a rododendro risulta particolarmente vistosa in luglio, quando estese aree sono coperte da un tappeto rosso di fiori.
Sui crinali ventosi d'alta quota dominano le vegetazioni nane con piccoli arbusti come ad esempio l'azalea nana (Loiseleurietum s.l).
Il mosaico di aree arbustive, zone alberate e ambiente prativo, favorisce la presenza di specie faunistiche di pregio come il fagiano di monte (o gallo forcello), un tetraonide che si nutre di invertebrati, germogli, bacche e semi ed ha un comportamento riproduttivo simile a quello del gallo cedrone.
Nelle pietraie intercalate a zone erbose e nelle praterie alpine con massi si può udire o avvistare la marmotta, roditore dall'udito molto sviluppato che fischia per allertare il gruppo dell'arrivo di predatori o dell'uomo. Negli stessi ambienti è possibile osservare il culbianco, un passeriforme grigio, bianco e nero con gola sfumata di fulvo, in continuo movimento alla ricerca di insetti o di altri invertebrati.
Nei ghiaioni e nelle pietraie vive la pernice bianca, un tetraonide che muta l'aspetto col variare delle stagioni, in periodo invernale appare candida. La specie è purtroppo in forte declino sull'intero arco alpino.
Nelle praterie con canaloni, in pareti rocciose, nelle pietraie, nelle cenge erbose e in aree boscate con ricco sottobosco vive il camoscio, bovide con corna nere uncinate. Il mantello varia nel corso dell'anno: in estate è marrone-giallastro con tonalità grigie o rossicce, nel periodo invernale è invece bruno scuro o nerastro, con forte contrasto rispetto al colore biancastro di fronte, naso e gola. In località poco ripide con roccia impermeabile si sono formati a seguito del ritiro dei ghiacciai numerosi
piccoli specchi d'acqua. Questi ambienti sono di rilevante importanza naturalistica perché vi si riproducono varie specie di libellule ma anche anfibi come la rana temporaria (o rana di montagna) e il tritone alpestre. Quest'ultimo è un anfibio di medie-piccole dimensioni (10-12 cm) che presenta un dorso grigio o grigio-verdastro e un caratteristico ventre arancione. La rana di montagna, specie del gruppo delle rane "rosse", terragnola, prevalemente notturna, e si reca in acqua solo durante la stagione riproduttiva o per svernare.
Cromaticamente è molto variabile con tonalità di fondo che vanno dal verde oliva al bruno rossiccio. Nel periodo da giugno ad ottobre sia nei pressi di laghi alpini sia nelle torbiere si può osservare una libellula piuttosto grande (lunghezza 70-80 mm, apertura alare 90-105 mm) il cui maschio ha una colorazione sgargiante azzurra, gialla e marrone.
I bacini poco profondi sono caratterizzati da vegetazione natante dominata da una pianta distinguibile per le foglie galleggianti a pelo d'acqua (Sparganium angustifolium). Le sponde spesso si arricchiscono di piccole torbiere e prati umidi, frequentamente il suolo è coperto da muschi e sfagni. In questa tipologia di ambiente si sviluppano poche piante specializzate come Carex stellulata, Carex nigra, Carex rostrata, Eriophorum vaginatum, E. angustifolium e Trichophorum caespitosum. Nelle aree più asciutte si possono trovare piccoli esemplari di abete rosso che stentano a crescere o specie arbustive tipiche della brughiera. Si possono osservare anche piante carnivore che catturano piccoli insetti come Drosera rotundifolia e Pinguicola vulgaris. I pascoli umidi come quelli di Caldenave sono molto importanti per la crescita di specie paludicole come Trichophorum alpinum, T. caespitosum e Equisetum fluviatile. Nell'acqua limpida del rio è possibile osservare il salmerino, pesce appartenente alla famiglia dei Salmonidi resistente alle acque molto fresche di montagna.
Durante le escursioni è possibile avvistare in cielo rapaci e corvi imperiali. Il rapace montano più conosciuto, simbolo di forza e potere, è l'aquila reale. L'adulto è di color bruno uniforme, mentre il giovane presenta ampie macchie bianche sulle ali e sulla coda. Può avere un'apertura alare di oltre due metri (190-225 cm) e si può osservare mentre volteggia in quota o passa radente il terreno e i pendii alla ricerca di prede. Il marasso (Vipera berus) è un rettile diurno che frequenta un'ampia varietà di habitat fino ad oltre 2000 m. Lo si può trovare nelle praterie d'alta quota, nelle formazioni forestali rade a larice e a cembro, negli arbusteti a ginepro ma anche nei canaloni di valanga. Lo si distingue per la testa ben distinta dal resto del corpo, l'occhio con la pupilla nera verticale e l'iride in genere arancione o rossa.
Il territorio della Val Campelle è caratterizzato dalla presenza di malghe a varie quote. I pascoli con bovini, capre, pecore e asini si trovano generalmente in aree sub-pianeggianti e fertili. In queste zone si possono osservare il botton d'oro, il ranuncolo montano, i trifogli, il fleolo alpino ma anche ortiche e romici, per la presenza, soprattutto nei pressi delle stalle, di un surplus di sostanze nutritive dato dall'accumulo di deiezioni. Questi luoghi possono essere invasi da Deschampsia caespitosa, una graminacea poco appetibile per gli animali. Nei pressi dei pascoli delle malghe si trovano aree solitamente più ripide ma più ricche di specie floristiche come Arnica montana, Campanula barbata e Gentiana acaulis. Sono ambienti di prateria dominati da Nardus stricta, una pianta erbacea. Frequente è la presenza di ginepro nano, rododendro, mirtilli e giovani abeti rossi e larici.
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