Home / Vivere il Territorio / I Percorsi

Percorso 4. Cenon di Sopra, Val de Prà, Monte Cenone, Primalunetta, Caldenave

A piedi         Elevato interesse: flora Elevato interesse: storia 
  • Partenza: Ponte delle Rudole
  • Tempo di percorrenza: 6 ore
  • Difficoltà: facile
  • Dislivello: 942 m
  • Visualizza la mappa

Dal ponte delle Rudole si percorre la strada asfaltata che sale a Malga Cenon di Sopra (SAT 333) che si  raggiunge in 30' (aperta al transito tutte le domeniche dal 1° giugno al 31 ottobre). Si prosegue sulla stessa strada che diventa forestale, fino all'inizio del campivolo di Malga Val di Prà (30') dove, sulla sinistra, si imbocca il "sentiero della memoria" con segnavia L34. Oltrepassati gli edifici della vecchia malga, il sentiero incomincia ad inerpicarsi, attraverso comodi tornanti, sul canalone erboso che scende da Cima Cenon.

Quasi al limite della vegetazione il sentiero piega decisamente a sinistra giungendo in 1 ora in una piccola radura sullo spigolo Ovest di Cima Cenon, l'Aia Patissi. Già da questa posizione si gode di un'ottima panoramica su tutta la Val Campelle e su tutta la prima parte della catena del Lagorai. Il sentiero piega ora a destra puntando decisamente sulla Cima Cenon. Dopo una breve ripida erbosa siamo ormai sopra il limite della vegetazione ed il panorama diventa, passo dopo passo,  sempre più mozzafiato. A fianco del sentiero, dopo un primo gradone erboso, si scorgono i resti delle baracche austroungariche (villaggio primavera), costruite durante il breve periodo in cui le truppe imperiali riuscirono a tenere il controllo delle Cime di Cenon e di Primalunetta a seguito dell'Offensiva di Primavera o Strafexspedition. Aiutati anche dagli omini in pietra, il sentiero sempre perfettamente segnalato con segnavia bianchi e rossi, porta in 1 ora alla Cima Cenon (m 2278). La vista a 360° da qui è davvero stupenda: dalle vette Feltrine al massiccio del Grappa; dal Gruppo dell'Ortigara al Pasubio. In primo piano la catena del Lagorai ed il Gruppo di Cima d'Asta. Si percorre tutto il pianeggiante crinale Est fino a raggiungere in 30' il Croz di Primalunetta. Qui il sentiero entra in quello che fu il Villaggio Italiano durante la Grande Guerra, potenziato dopo la riconquista italiana della cima avvenuta il 3 luglio 1916. Grazie al recente intervento di consolidamento delle mura, di ristrutturazione delle trincee e delle postazioni in caverna, la zona si presenta come un vasto ed interessantissimo Museo all'Aperto. La fedele ricostruzione di una baracca permette all'escursionista l'uso come bivacco in caso di emergenza. Lasciate le imponenti opere militari, attraverso i resti della mulattiera di accesso, il sentiero scende lungo un ripido canalone che porta in 30' alla Forcella Tavarade. Si piega a sinistra sempre con segnavia L34, percorrendo una comoda mulattiera della Grande Guerra fino a raggiungere in 10' a Forcella Caldenave. Si arriva ora in una magnifica conca prativa ove i ghiaioni che scendono dai canaloni del Tombolin di Caldenave si incuneano come delle colate vulcaniche dentro un verdeggiante pascolo di alta quota.
Si incrocia il sentiero SAT 332 proveniente dalla Forcella Ravetta che si scorge in alto a destra. Si scende attraverso questo ultimo sentiero fino al Rifugio Caldenave in 45'. Dal ponte Cadenave, posto all'inizio della conca prativa nella quale scorrono le limpide acque dell'omonimo rio, si imbocca il sentiero L33 (sentiero della cava) che dopo 30' di cammino si immette su una strada forestale che si percorre interamente fino alla Malga Cenon di Sopra (30').

Variante: dopo Forcella Caldenave al bivio tra il sentiero L34 e il sentiero SAT 332, si piega a destra salendo a Forcella Ravetta attraverso un ripido ghiaione, giungendovi in 30'. Da qui si imbocca il sentiero SAT 333 verso Cima Ravetta con indicazione Cima Ravetta-Monte Tauro. Lungo il sentiero sono numerose le testimonianze del conflitto 1915-18. Qui si trovano ancora i resti della cosidetta Piazza d'Armi del Tombolin di Caldenave, un consistente nucleo di baracche militari costruite dai fanti dell'83esimo e 84esimo reggimento di Fanteria, fra i quali anche i ruderi di una piccola chiesetta (30'). Proseguendo si raggiunge il Bivacco Argentino Vanin a 2150 m, edificato nel 1970 sul Pian del Tauro (30'). Si scende lungo il crinale erboso di Monte Tauro fino alla Forcella del Dogo (m 1972), che separa Monte Cima dal Monte Tauro (30'). Ora il sentiero si inoltra nel rado bosco di larici fino a Malga Primaluna (30') e Malga Primalunetta dove poco più in basso si rientra sulla strada forestale che porta a Malga Cenon di Sopra (30').

 
Vista dal Croz di Primalunetta
Vista dal Croz di Primalunetta
 
Bivacco Cima di Prima Lunetta
Bivacco Cima di Prima Lunetta
 
Primalunetta
Primalunetta
 
 
Condividi su